Prima orecchio, ora testa.

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La nostra  campagna ascolto è finita, ma non finiremo mai di ascoltare le idee, le proposte e i consigli: smettere di farlo sarebbe smettere di essere rappresentativi.

Nelle serate trascorse in mezzo alla gente abbiamo visto tante persone e registrato tanti pareri. Abbiamo incontrato il paese e ci siamo confrontati su discorsi che andavano dalle problematiche generali a quelle particolari, passando da problemi prettamente personali a situazioni ben più gravi e complesse e di interesse generale.

Dalle serate ne esce un quadro che non vuole in alcun modo essere  rappresentativo di tutta Oppeano. Ma gli argomenti di cui si è parlato e sui quali abbiamo ottenuto più richieste e riflessioni sono sociale, scuole, tasse, salute, ambiente, occupazione, associazioni, trasporti e lavoro. Tanta è la voglia di trasparenza, di conoscenza, di partecipazione a quella che è la vita all’interno del Comune.  Tanta è la voglia di avere gente nuova, pulita, pura.

Abbiamo capito.  Tutto chiaro.

Il frutto di questo  processo partecipativo durato un mese diverrà patrimonio di tutti attraverso la presentazione del programma della nostra lista civica ‘Oppeano Città Viva’. Insieme ai nostri candidati parleremo presto di soluzioni, di scelte, di visioni e di prospettive, dicendo cosa intendiamo fare per portare Oppeano dove realmente si merita: ad essere una città viva.

Ma guardiamo alle singole macroproblematiche sollevate

Infrastrutture&strade

Si è parlato dello stato delle strade e dei continui lavori per la loro manutenzione e per la posa dei sottoservizi che passano sotto di esse: andrebbero rivisti i piani di progettazione e i tempi di intervento per poter garantire il miglior risultato possibile con il minimo disservizio e minor spesa.

Sempre nel capitolo strade è stato sollevato il problema dell’assenza dei marciapiedi e di piste ciclabili in buona parte del territorio comunale: questi fanno parte di quei servizi di cui non se ne vede/sente la mancanza fino a quando non si devono utilizzare in prima persona, per esempio per andare a prendere il pane, recarsi alle poste, mandare a scuola i bambini a piedi,  portare fuori il proprio caro in carrozzina.

 

Sociale e volontariato

E’ un periodo di forte crisi economica e le famiglie fanno sempre più fatica a gestire l’economia domestica su cui pesano forti le tasse, le rette scolastiche e spesso la perdita di lavoro di uno o di entrambi gli adulti.

E’ nostra intenzione innanzitutto abbassare le rette dell’asilo e creare un gruppo di osservazione di tutti i fondi regionali, statali, europei, per non lasciare passare possibili introiti che possano aiutare la popolazione.

Un altro punto importante di cui si è discusso è stato il volontariato: le Associazioni sono un sostegno importante per la nostra comunità e sono alimentate dalla buona volontà delle persone. Ma il volontariato deve essere maggiormente sostenuto dal Comune e non essere delegato.

Città Viva

E’ tutto sotto i nostri occhi. Distrattamente, attraversiamo questi luoghi, senza più fare caso al paesaggio che ci circonda. La nostra fortuna è quella di vivere in un luogo verde, tranquillo, senza caos.
Lo era.
Sembra che non ci riguardi: guardiamo i milioni di metri cubi di cemento costruiti (o quasi costruiti) e pensiamo che alla fine la nostra vita non cambi poi tanto. E invece no. Il nostro territorio ci appartiene. Nel senso collettivo del termine. Ogni metro di terra, anche se di proprietà di qualcuno, è un po’ anche nostro. Un albero che spunta da un prato produce ossigeno che tutti respiriamo. Quell’albero è un po’ mio, un po’ tuo, un po’ nostro. Una collina che fa da sfondo alla nostra visuale è nostra. E’ di tutti.
L’uomo ha sempre modificato i luoghi in cui vive. Ha sempre costruito: una casa per proteggersi, un santuario per coltivare la propria spiritualità, un capanno in giardino per mettere gli attrezzi, una scuola per far diventare i propri figli dei cittadini. Da sempre. Poi un giorno, costruire è diventato un modo per diventare ricchi, per sfruttare un bene di tutti per i propri interessi. E da quel giorno le città in cui viviamo si sono trasformate pian piano in quelle che sono oggi. Luoghi meravigliosi che coesistono con luoghi abominevoli, ingiusti, brutti, insicuri. Vuoti.
Ogni uomo ha il diritto di costruire la propria casa, di avere un luogo dignitoso in cui vivere, secondo le proprie possibilità e aspirazioni.
Ma quando vediamo scheletri di quelle che dovrebbero essere diventate case, oppure fabbriche in cui avrebbe dovuto esserci il fermento del lavoro che insieme alla ricchezza produce la dignità delle donne e degli uomini di questo mondo, non possiamo abbassare gli occhi, non possiamo girarci dall’altra parte.
Non sono i bei marciapiedi, i numerosi lampioni a fare della città il tempio dell’Uomo. Sono le persone. Una bella panchina in una bella piazza rivestita con bel porfido non rende uno spazio degno di essere vissuto. Uno spazio bello lo fanno le persone. Lo fanno i bambini che giocano. Un cane che si rotola nell’erba.
Sarebbe bello se la nostra città potesse essere così. Se quelle case vuote potessero riempirsi di vita. Se quelle fabbriche potessero vedere il lavorio delle persone. Sicuramente una cosa la possiamo fare: smettere di costruire altri scheletri. Smettere di mangiare territorio per edificare altre città fantasma. Possiamo essere una CITTA’ VIVA che faccia venire voglia alle persone di riempire quegli scheletri.
Tutto questo lo possiamo fare subito.