Città Viva

E’ tutto sotto i nostri occhi. Distrattamente, attraversiamo questi luoghi, senza più fare caso al paesaggio che ci circonda. La nostra fortuna è quella di vivere in un luogo verde, tranquillo, senza caos.
Lo era.
Sembra che non ci riguardi: guardiamo i milioni di metri cubi di cemento costruiti (o quasi costruiti) e pensiamo che alla fine la nostra vita non cambi poi tanto. E invece no. Il nostro territorio ci appartiene. Nel senso collettivo del termine. Ogni metro di terra, anche se di proprietà di qualcuno, è un po’ anche nostro. Un albero che spunta da un prato produce ossigeno che tutti respiriamo. Quell’albero è un po’ mio, un po’ tuo, un po’ nostro. Una collina che fa da sfondo alla nostra visuale è nostra. E’ di tutti.
L’uomo ha sempre modificato i luoghi in cui vive. Ha sempre costruito: una casa per proteggersi, un santuario per coltivare la propria spiritualità, un capanno in giardino per mettere gli attrezzi, una scuola per far diventare i propri figli dei cittadini. Da sempre. Poi un giorno, costruire è diventato un modo per diventare ricchi, per sfruttare un bene di tutti per i propri interessi. E da quel giorno le città in cui viviamo si sono trasformate pian piano in quelle che sono oggi. Luoghi meravigliosi che coesistono con luoghi abominevoli, ingiusti, brutti, insicuri. Vuoti.
Ogni uomo ha il diritto di costruire la propria casa, di avere un luogo dignitoso in cui vivere, secondo le proprie possibilità e aspirazioni.
Ma quando vediamo scheletri di quelle che dovrebbero essere diventate case, oppure fabbriche in cui avrebbe dovuto esserci il fermento del lavoro che insieme alla ricchezza produce la dignità delle donne e degli uomini di questo mondo, non possiamo abbassare gli occhi, non possiamo girarci dall’altra parte.
Non sono i bei marciapiedi, i numerosi lampioni a fare della città il tempio dell’Uomo. Sono le persone. Una bella panchina in una bella piazza rivestita con bel porfido non rende uno spazio degno di essere vissuto. Uno spazio bello lo fanno le persone. Lo fanno i bambini che giocano. Un cane che si rotola nell’erba.
Sarebbe bello se la nostra città potesse essere così. Se quelle case vuote potessero riempirsi di vita. Se quelle fabbriche potessero vedere il lavorio delle persone. Sicuramente una cosa la possiamo fare: smettere di costruire altri scheletri. Smettere di mangiare territorio per edificare altre città fantasma. Possiamo essere una CITTA’ VIVA che faccia venire voglia alle persone di riempire quegli scheletri.
Tutto questo lo possiamo fare subito.





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