L’unica famiglia è quella felice

Riportiamo l’intervento al Consiglio Comunale di ieri, 26 Novembre 2014, di Serena Marchi, Capogruppo di “Oppeano Città Viva” in risposta alla Mozione relativa a “La Famiglia quale nucleo naturale e fondamentale della società: la Regione celebri la “Festa della Famiglia”.

“Cominciamo con il chiederci cos’è la famiglia naturale. Che suona quasi un ossimoro, considerando che la famiglia non è di certo un’istituzione naturale, voluta da Madre Natura, bensì culturale, sociale, economica.

Se poi per “naturale” si intende “ciò che esiste” c’è un altro problema: nel 2014 esistono tanti modelli familiari. Nessun modello unico è valido per tutti.
Naturalmente, secondo lo spirito della mozione, la Famiglia naturale è e deve essere composta da Padre e Madre. Se la Famiglia non è formata da un profilo genetico maschio XY e femmina XX non sarà una vera famiglia.

Vi chiedo: che ne facciamo di tutte le altre? Famiglie con un solo genitore, famiglie ricomposte o allargate?
I ruoli genitoriali, come le famiglie, ribadisco, sono un prodotto culturale. Sono realtà sociali mutevoli: sono diverse nel tempo e nello spazio. Perché il modo di intendere famiglia naturale dalla mozione dovrebbe essere quello giusto? I ruoli di genere, e con essi i ruoli genitoriali, sono cambiati. E per fortuna: se così non fosse, staremmo ancora alle donne con l’istinto materno e agli uomini che difendono la grotta.

La domanda è più o meno la stessa per le affermazioni seguenti: perché uno dei possibili modelli dovrebbe diventare l’unico accettabile e dovrebbe andare bene per tutti? E quali danni comporterebbero tali “deviazioni”?

Per la natura tanto citata, per trasmettere la “vita” bastano un uomo e una donna in età fertile. Ancor meno: un gamete maschile e uno femminile. Se si vuole intendere invece «vita» in un’accezione più ampia (educazione, cura e accudimento) rimane sempre da spiegare perché questo sarebbe l’unico modello adeguato.

Attenzione, vero: suggerire che possano esistere altri modelli da quello della famiglia non implica la svalutazione della famiglia. È il modello famiglia naturale che intende presentarsi come l’unico per considerare di bassa qualità gli altri o per demolirli.

Io sono una donna, sposata con un uomo, madre di un bambino.

Non sento la mia famiglia attaccata dalla diversità. Io voglio che mio figlio, a scuola come in casa mia, impari ad accettarsi e ad accettare gli altri per quello che sono.

Cosa vi spaventa così tanto della diversità?

Ricordatevi sempre che non si sceglie di chi innamorarsi. Come potete farvi carico di votare una mozione che discrimina dei cittadini per quello che sono? Come potete farvi carico di votare una mozione che giudica una forma di amore, consensuale e consapevole? Come potete farvi carico di votare una mozione che è volta non a festeggiare una cosa bella come la Famiglia, ma ad impedire che a scuola si insegni la reciproca e pacifica convivenza, che passa dallo spiegare cosa possono pensare e essere le altre persone? Il pregiudizio e la successiva discriminazione nasce dalla poca conoscenza: le scuole fanno molto bene a parlare di omosessualità, come a parlare di affetto familiare in ogni senso.

Io sono più che favorevole ad istituire una giornata dedicata alla Famiglia: voglio solo allargare la prospettiva di Famiglia.

La famiglia per me è quella formata da persone che scelgono di progettare e costruire una vita insieme, di pagare il mutuo e le bollette, di affrontare le difficoltà e le gioie, di starsi vicino. Cos’altro potrebbe essere?”

Chiedo quindi a questa Giunta di non affiancarsi a un’azione di discriminazione riguardo a tutto ciò che non rientra nei canoni della cosiddetta famiglia naturale.

Emendiamo questa mozione insieme. Istituiamo la giornata della Famiglia come “comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società, nonché il luogo dove diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a crescere nella sapienza umana e ad armonizzare i diritti degli individui con le altre istanze della vita sociale”, senza discriminazioni.

Almeno questa volta.”