Incompatibilità ad personam

Raccogliamo le parole della nostra capogruppo Serena Marchi all’uscita dell’ultimo Consiglio Comunale (23 Luglio 2015):
“Ho ritenuto opportuno abbandonare fin da subito il consiglio di giovedì sera perché era un consiglio che ritenevo sostanzialmente illegittimo visto che sedeva ancora al suo posto il vice sindaco Alessandro Montagnoli, eletto e nominato consigliere in Regione Veneto. Lo stesso Montagnoli che della questione incompatibilità si è fatto nel passato paladino estromettendo la scorsa minoranza per molto meno ma perdendo poi la battaglia con costi rilevanti ai danni della collettività. Evidentemente la sensibilità al rispetto delle leggi cambia sulla base delle convenienze. Ho chiesto allora alla Segretario, quale garante delle norme, come mai non era ancora stata posta la questione dell’incompatibilità di Montagnoli e mi è stato risposto che aveva tempo sessanta giorni per consegnare le dimissioni.

La risposta è stata fuorviante rispetto alla questione posta e conferma la mancanza di volontà di porre immediatamente la questione dell’incompatibilità, procrastinandola nel tempo massimo possibile.

Mi spiego:
Il periodo di “moratoria” di sessanta giorni invocato sembrerebbe trovare fondamento nel comma 7 dell’art.7 del Regolamento del Consiglio Regionale Veneto del 14 aprile 2015. Il riferimento però riguarda il termine entro il quale l’Ufficio di Presidenza deve terminare i lavori per la convalida dei Consiglieri Regionali e quindi afferisce direttamente al procedimento per l’eventuale decadenza da Consigliere Regionale.

La questione da me posta era diversa: ho sollevato l’incompatibilità, a seguito dell’elezione in Consiglio Regionale, della contemporanea carica di Assessore-vice-sindaco, consigliere comunale nel Comune di Oppeano. Tale situazione trova fondamento e disciplina nel testo unico 267/2000 dove sono previste le cause di incompatibilità in generale per gli amministratori locali ed in particolare nell’art. 65.
E’ pur vero che le norme sull’incompatibilità sono di stretta interpretazione ma ritengo che la nomina a Consigliere Regionale determini una condizione per contestare da subito il mantenimento della carica di assessore e consigliere comunale. In questo, la procedura da osservare è quella dell’art. 69 o 70 (azione popolare) del TU in cui ci sono dei termini da rispettare nel procedimento per arrivare alla decadenza ma nessuna moratoria di 60 giorni.

E’ chiaro che finché la procedura non viene avviata non vi è nessuna decadenza o obbligo di dimettersi.

Ed è proprio quello che abbiamo contestato alla Segretaria e al Sindaco: cioè non aver tempestivamente attivato tale procedura nel momento in cui – con l’elezione – si sono determinate le condizioni di incompatibilità e nella piena consapevolezza di ciò.
Questa è l’omissione che determinava a mio avviso la situazione di “illegittimità” sostanziale e politica e che ho provveduto a denunciare al di là di ogni disquisizione giuridica.

Appellarsi ai sessanta giorni per non aver attivato questa procedura è non solo sbagliato e furbesco ma anche del tutto inopportuno e comunque non giustifica il ritardo omissivo nel sollevare la situazione di incompatibilità in quanto, lo ribadisco, la questione riguardava la decadenza da Amministratore locale.

Senza dimenticare che molti altri consiglieri, nelle sue stesse condizioni, hanno dato dimissioni immediate per incompatibilità, evitando così di percepire un doppio stipendio che, come evidenziato ieri sera, potrebbe essere rilevante sotto il profilo della responsabilità erariale.

Credo quindi che aver posto la questione sia stato non solo legittimo ma anche doveroso sul piano della correttezza amministrativa.”

Discorso tenuto da Serena Marchi al Consiglio Comunale

Emergenza profughi

Durante il consiglio comunale di mercoledì 17 giugno il Gruppo consigliare Lega Nord ha discusso la mozione sui profughi.
Il nostro gruppo aveva chiesto durante la riunione dei capigruppo di martedì sera di ritirarla e discuterla nel prossimo consiglio comunale per mancato rispetto del regolamento del consiglio. Infatti, all’articolo 20, si legge : “La mozione deve essere presentata per iscritto al Presidente del Consiglio e sottoscritta, ed è iscritta, di
norma, all’ordine del giorno della prima adunanza del Consiglio che sarà convocata dopo la sua
presentazione”.
Il testo della mozione porta protocollo del 16 giugno. La convocazione del consiglio è del 12 giugno. E’ chiaro a tutti che il bisogno di cavalcare l’onda e l’attualità della maggioranza scavalca anche quello che è un regolamento, confermando la brutta abitudine di non rispettare la legge (vedi il mancato rispetto della legge Del Rio sullo quote di genere).

Per questo motivo, la capogruppo Serena Marchi ieri sera ha lasciato l’aula durante la discussione –anti regolamento- del consiglio comunale.
Non per questo però noi vogliamo rispondere alla mozione.
Ecco qui sotto la nostra risposta

Punto primo: pensavamo di aver a che fare con delle persone cattoliche, con dei credenti di una religione che ha tra le sue fondamenta l’accoglienza del bisognoso, l’apertura per chi è in difficoltà, l’amore per il prossimo. Questa è una mozione che va contro le parole del Vangelo che dice di accogliere chi ha bisogno di aiuto, chi deve essere aiutato.
“Anche Gesù fu profugo. Dovete accogliere i migranti”.
Non lo diciamo noi, lo dice Papa Francesco. Ma come abbiamo sentito anche ieri, Salvini dichiara “non abbiamo bisogno del perdono del Papa” (durante la discussione in consgilio, fatta da Montagnoli anche se la mozione era stata presentata da Simone Marchi, l’ex vicesindaco ha dichiarato “I barconi vanno affondati prima che arrivino. Ogni barcone ci costa 1 milione di euro”)
Punto secondo: siete una Giunta della Lega Nord. La stessa Lega Nord che, quando era al Governo con il ministro dell’interno Roberto Maroni, ora promotore del sabotaggio dell’accoglienza, ha voluto e predisposto questo sistema di distribuzione sul territorio dei profughi e ora, da presidente di Regione, minaccia i sindaci disposti all’accoglienza.
Terzo punto, molto legato al secondo: il più grave errore in tutta questa faccenda forse è stato fatto nel 2002, quando il Governo Berlusconi, appoggiato dalla Lega, ha firmato i regolamenti di Dublino, i quali stabiliscono che la richiesta di asilo (con conseguente attesa del rilascio) debba essere formulata nel paese dove il migrante mette piede nell’UE: è chiaro che dal punto di vista italiano è una follia, perché essendo un paese “di frontiera” siamo i primi raggiunti dai migranti. Facile parlare male dell’Europa, ma finché si firmano i trattati senza un minimo di competenza e autorevolezza ora abbiamo poco da lamentarci.

Tre punti, sia il primo sia il secondo sia il terzo, che stridono con la coerenza che si richiede a dei politici che governano.
Noi riteniamo che il problema dell’arrivo di migranti sulla nostra penisola sia estremamente complesso e che non debba essere sfruttato a fini polemici e propagandistici come il vostro partito sta facendo. Piuttosto che fare affermazioni provocatorie, crediamo sarebbe più sensato affrontare il problema con responsabilità e razionalità. Si tratta di una situazione da troppo tempo emergenziale e non più sostenibile, sotto molteplici aspetti (i numeri, le condizioni, le strutture), che richiede interventi strutturati e gestiti a livello di Unione Europea, che concordiamo con voi si stia comportando scandalosamente.
E’ un’emergenza che non certo deve essere risolta solo dall’Italia e ancora meno dalle Regioni. Figuriamoci dai comuni. Per questo, il ruolo italiano deve essere sempre più forte e integrato nelle istituzioni europee. Questo al fine di poter stimolare e rafforzare le misure adatte ad affrontare il problema.
I numeri dicono che le regioni in cui ci si lamenta di più, come la nostra, in cui non si vogliono i profughi siano quelle in cui ce ne sono meno.
Crediamo che a lamentarsi dovrebbero essere altri, che invece tacciono e soccorrono queste persone che arrivano nelle nostre coste sui barconi, non certo perché a casa loro stanno bene.
Abbiamo detto persone. Ricordatevi che i migranti sono innanzitutto persone, e non numeri, e provengono da aree fortemente instabili sia dal punto di vista economico e politico che sociale e religioso. Mozioni come questa corrispondono ad atteggiamenti diffusi di rifiuto e spavento, che si esprimono in forme di chiusura che rendono difficile, fino all’impedimento, la ricerca e l’adozione di soluzioni condivise. Al contrario, è necessario l’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti -cittadini e istituzioni nazionali- che devono collaborare alla ricerca della risposta più adeguata alla gestione del problema, senza farne per forza la consuete propaganda elettorale. Per queste ragioni, il nostro voto a questa mozione è contrario.
E permetteteci di aggiungere che è indecente fare propaganda sulla pelle di gente costretta a scappare da paesi dilaniati da guerre e disastri, di cui peraltro siamo gravemente responsabili noi.

Ah, un’ultima cosa: nella mozione si legge alla richiesta 5 che il sindaco è Autorità Sanitaria Locale. Se lo ricorda solo quando c’è da respingere immigrati perché quando c’è da lavorare per controllare il polo siderurgico e cercare di istituire la commissione se ne dimentica subito. Per esempio, dove sono, signor Sindaco, i dati sui parametri ambientali successivi a quelli che avete pubblicato a dicembre perché da noi richiesti?

Dov’è la documentazione sul sito comunale che avevate promesso lo scorso dicembre?

Il consiglio comunale del 23 dicembre boccia la mozione sulla trasparenza sul Polo Siderurgico di Vallese

Il consiglio comunale del 23 dicembre boccia la mozione sulla trasparenza sul Polo Siderurgico di Vallese. Il capogruppo di Oppeano Città Viva Serena Marchi aveva presentato una mozione in cui chiedeva a tutto il consiglio di votare per la creazione un’apposita sezione dedicata, sul sito internet istituzionale, in cui pubblicare puntualmente tutti i dati riguardanti le attività istituzionali di verifica, analisi e controllo effettuate con riferimento ai problemi ambientali emersi in relazione al Polo siderurgico di Vallese. Veniva inoltre chiesto di attivare presso e con l’intervento dell’azienda ULSS 21 competente un’indagine epidemiologica per stabilire eventuali possibili correlazioni tra l’inquinamento da cromo totale e cromo esavalente e comunque agenti inquinanti direttamente o indirettamente riferibili all’attività produttiva del Polo siderurgico e l’incidenza di patologie agli stessi riconducibili anche in termini di concorrenza causale alle patologie riscontrate a carico dei cittadini residenti nel territorio del Comune di Oppeano e comunque nelle località limitrofe l’insediamento industriale denominato “Polo Siderurgico di Vallese”. Inoltre la capogruppo chiedeva di comunicare tempestivamente al Consiglio Comunale le iniziative in tal senso intraprese e i risultati delle stesse. Tutte proposte che la maggioranza, guidata dal sindaco Pierluigi Giaretta, non ha approvato. Infatti, una volta messa ai voti, la mozione è stata bocciata con 8 voti contrari (giunta e consiglieri di maggioranza) e 4 a favore (le minoranze).  “La nostra mozione chiedeva trasparenza su quelli che sono i valori ambientali del Polo”, commenta Serena Marchi e continua, “e aver ricevuto tutti voti contrari ci sembra una presa di posizione molto grave, che non rispetta i cittadini. Crediamo che l’indagine richiesta nonché la pubblicazione costante dei dati relativi alla presenza del cromo e degli altri inquinanti, dei verbali dei tavoli tecnici, di ogni documentazione e informazione riguardo le analisi di acqua, aria e suolo nonché dei rumori siano l’unico modo per dar conto ai cittadini di quella che è la verità, di quale sia la situazione e di quelle che sono le iniziative ed i presidi per la tutela della salute della comunità”. Ma qualcosa eppur si muove. “Siamo in ogni caso soddisfatti”, spiega Marchi, “perché la nostra iniziativa è servita a far prendere una posizione all’amministrazione che finalmente si è svegliata dal torpore decidendo, guarda caso, che era ora di dare un’informazione ai cittadini”. Infatti sono stati pubblicati sul sito internet del comune i dati delle analisi e dei valori relativi al cromo nelle acque dei pozzi limitrofi al polo. E non solo. “Nel prossimo consiglio comunale di lunedì 12 gennaio verrà istituita una commissione relativa alle problematiche ambientali del Polo Siderurgico”, conclude Marchi, “segnale che finalmente il sindaco Giaretta ha deciso, almeno a parole, di prendere in mano seriamente la questione: ora aspettiamo i fatti, noi siamo pronti a collaborare”.

Presentazione mozione del Gruppo Oppeano Città Viva

Comunicato stampa

Aggiornamento del 12 Gennaio 2015
Questo l’articolo al riguardo, pubblicato su L’Arena di ieri 11 Gennaio 2015

Il Consiglio Comunale di Oppeano questa sera alle 20:30 discuterà dell’istituzione della commissione ambientale sul Polo siderurgico di Vallese. Partecipate con noi!

Quali sono i valori, signor Sindaco ?

Perchè il Sindaco e la Giunta non pubblicano tutti i risultati delle analisi, anche quelli recenti?
Perchè anche oggi, a L’Arena, dichiara che i livelli di cromo sono scesi ma non dichiara di quanto?
Ricordiamo che a settembre aveva dichiarato alla stampa “leggermente superiori” quando erano estremamente superiori!

Quali sono i valori, signor Sindaco?
Ecco il verbale del tavolo tecnico nel quale abbiamo trovato i valori di cromo che l’amministrazione comunale ha taciuto e continua a tacere ai cittadini.
Ribadiamo: perchè non creare una sezione sul sito internet del nostro Comune in cui vengano pubblicati i dati delle analisi di aria, acqua e suolo, se è tutto sotto controllo e se dobbiamo stare tranquilli?

Vallese: Livelli di cromo esavalente superiori di 382 volte il limite concesso dalla legge!

La Giunta Giaretta sta zitta e fa finta di niente.

Il 4 settembre scorso il sindaco Giaretta emanava un’ordinanza (n°18 del 04/09/2014) che vietava l’utilizzo ad uso irriguo dell’acqua del canale “Pila Vallese” e del pozzo Bellorio, per la presenza di concentrazioni di cromo totale e cromo esavalente superiori alla concentrazione soglia di contaminazione.
Durante il Consiglio Comunale dell’8 settembre, dopo interpellanza urgente dei consiglieri di minoranza di Oppeano Città Viva, il Sindaco affermava di essere a conoscenza della situazione già da un paio di settimane. Infatti, nel corso del Tavolo Tecnico tra rappresentanti delle aziende del Polo, dell’Amministrazione, di ULSS 21 e ARPAV del 22 agosto 2014 si era discusso alla presenza dello stesso Sindaco del superamento dei valori di cromo totale e cromo esavalente “nelle acque di falda presso l’azienda NLMK Verona Spa”.
Dal verbale si legge che l’ingegnere rappresentante l’azienda NLMK informa che la concentrazione di cromo totale rilevata è pari a 2.261 μg/l (livello massimo per legge: 50 μg/l) e cromo VI pari a 1.910 μg/l (livello massimo per legge: 5 μg/l).
Nonostante l’Amministrazione fosse dunque a conoscenza di concentrazioni di cromo spaventosamente elevate, non riferisce i valori nell’ordinanza emessa.
Anzi: sabato 6 settembre il sindaco Giaretta dichiara alla stampa: “dalle ultime analisi condotte sono risultati leggermente superiori alla soglia i valori…”.
Leggermente.
Il 12 settembre 2014 si riunisce un nuovo Tavolo Tecnico, al quale partecipano per l’amministrazione di Oppeano il Sindaco e il Vicesindaco. Nel corso della riunione il vicesindaco Montagnoli afferma che il 15 settembre sarebbero state effettuate nuove analisi presso il Pozzo “Bellorio” e lo scolo “Pila Vallese” e se le analisi fossero state negative l’ordinanza sarebbe stata ritirata.

Ad oggi (01/12/2014), l’ordinanza non risulta ancora essere stata ritirata, nonostante non siano stati resi noti i risultati delle analisi suddette.
Detto ciò, il Vicesindaco dichiara di ritenere necessario dover convocare un’assemblea pubblica, in quanto “durante la campagna elettorale è stato fatto un incontro pubblico da parte dell’opposizione nel quale sono state date informazioni scorrette”.

Aldilà della veridicità o meno di quanto affermato, a stupire è il fatto che il Vicesindaco ritenga di dover tranquillizzare i cittadini e smentire quanto affermato dall’opposizione, con il supporto di persone qualificate, nonostante a tre mesi dall’emanazione l’ordinanza relativa alle acque inquinate non sia ancora stata revocata, sintomo del fatto che la situazione non è certo migliorata. Quindi per logica, e visti i valori, non c’è nulla da tranquillizzare.

E’ ormai da sette anni che il cromo minaccia l’ambiente nel nostro comune e nessuna soluzione efficace è stata trovata.
Il 28 novembre i consiglieri di opposizione di “Oppeano Città Viva” hanno presentato una mozione in cui si richiede una pubblicazione costante, sul sito internet istituzionale, dei dati delle analisi effettuate con riferimento a problemi ambientali emersi in relazione al Polo Siderurgico, ma soprattutto si richiede una raccolta dei dati necessari a richiedere all’Azienda ULSS 21 un’indagine epidemiologica per stabilire eventuali correlazioni tra l’inquinamento direttamente o indirettamente riconducibile al Polo Siderurgico e l’incidenza di patologie ad esso riconducibili, anche in termini di concorrenza causale.

Il gruppo di Oppeano Città Viva chiede dunque agli altri componenti del Consiglio Comunale di mettere in secondo piano la sterile battaglia politica fatta sulla pelle dei cittadini e chiede di appoggiare questa iniziativa, volta a tutelare la salute e il benessere della comunità oppeanese.

Comunicato stampa

L’unica famiglia è quella felice

Riportiamo l’intervento al Consiglio Comunale di ieri, 26 Novembre 2014, di Serena Marchi, Capogruppo di “Oppeano Città Viva” in risposta alla Mozione relativa a “La Famiglia quale nucleo naturale e fondamentale della società: la Regione celebri la “Festa della Famiglia”.

“Cominciamo con il chiederci cos’è la famiglia naturale. Che suona quasi un ossimoro, considerando che la famiglia non è di certo un’istituzione naturale, voluta da Madre Natura, bensì culturale, sociale, economica.

Se poi per “naturale” si intende “ciò che esiste” c’è un altro problema: nel 2014 esistono tanti modelli familiari. Nessun modello unico è valido per tutti.
Naturalmente, secondo lo spirito della mozione, la Famiglia naturale è e deve essere composta da Padre e Madre. Se la Famiglia non è formata da un profilo genetico maschio XY e femmina XX non sarà una vera famiglia.

Vi chiedo: che ne facciamo di tutte le altre? Famiglie con un solo genitore, famiglie ricomposte o allargate?
I ruoli genitoriali, come le famiglie, ribadisco, sono un prodotto culturale. Sono realtà sociali mutevoli: sono diverse nel tempo e nello spazio. Perché il modo di intendere famiglia naturale dalla mozione dovrebbe essere quello giusto? I ruoli di genere, e con essi i ruoli genitoriali, sono cambiati. E per fortuna: se così non fosse, staremmo ancora alle donne con l’istinto materno e agli uomini che difendono la grotta.

La domanda è più o meno la stessa per le affermazioni seguenti: perché uno dei possibili modelli dovrebbe diventare l’unico accettabile e dovrebbe andare bene per tutti? E quali danni comporterebbero tali “deviazioni”?

Per la natura tanto citata, per trasmettere la “vita” bastano un uomo e una donna in età fertile. Ancor meno: un gamete maschile e uno femminile. Se si vuole intendere invece «vita» in un’accezione più ampia (educazione, cura e accudimento) rimane sempre da spiegare perché questo sarebbe l’unico modello adeguato.

Attenzione, vero: suggerire che possano esistere altri modelli da quello della famiglia non implica la svalutazione della famiglia. È il modello famiglia naturale che intende presentarsi come l’unico per considerare di bassa qualità gli altri o per demolirli.

Io sono una donna, sposata con un uomo, madre di un bambino.

Non sento la mia famiglia attaccata dalla diversità. Io voglio che mio figlio, a scuola come in casa mia, impari ad accettarsi e ad accettare gli altri per quello che sono.

Cosa vi spaventa così tanto della diversità?

Ricordatevi sempre che non si sceglie di chi innamorarsi. Come potete farvi carico di votare una mozione che discrimina dei cittadini per quello che sono? Come potete farvi carico di votare una mozione che giudica una forma di amore, consensuale e consapevole? Come potete farvi carico di votare una mozione che è volta non a festeggiare una cosa bella come la Famiglia, ma ad impedire che a scuola si insegni la reciproca e pacifica convivenza, che passa dallo spiegare cosa possono pensare e essere le altre persone? Il pregiudizio e la successiva discriminazione nasce dalla poca conoscenza: le scuole fanno molto bene a parlare di omosessualità, come a parlare di affetto familiare in ogni senso.

Io sono più che favorevole ad istituire una giornata dedicata alla Famiglia: voglio solo allargare la prospettiva di Famiglia.

La famiglia per me è quella formata da persone che scelgono di progettare e costruire una vita insieme, di pagare il mutuo e le bollette, di affrontare le difficoltà e le gioie, di starsi vicino. Cos’altro potrebbe essere?”

Chiedo quindi a questa Giunta di non affiancarsi a un’azione di discriminazione riguardo a tutto ciò che non rientra nei canoni della cosiddetta famiglia naturale.

Emendiamo questa mozione insieme. Istituiamo la giornata della Famiglia come “comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società, nonché il luogo dove diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a crescere nella sapienza umana e ad armonizzare i diritti degli individui con le altre istanze della vita sociale”, senza discriminazioni.

Almeno questa volta.”

COMUNICATO STAMPA : Situazione scuola elementare e scuola materna di Vallese

IMG_1543Durante lo scorso Consiglio Comunale, tenutosi il 9 settembre 2014 presso l’Auditorium Don Remo Castegini, sono emersi alcuni importanti aspetti che riguardano la nuovissima scuola dell’infanzia “Giovanni Paolo II” e la scuola primaria della frazione di Vallese. Per quanto riguarda la scuola materna, definita il “fiore all’occhiello” dalla scorsa amministrazione Montagnoli, sono emerse diverse problematiche strutturali relative al nuovo edificio, inaugurato pochi giorni prima delle elezioni comunali avvenute lo scorso 25 maggio.

Si tratta principalmente di:

  • problemi relativi al progetto, in quanto la nuova scuola è stata pensata per 180 bambini quando gli iscritti attualmente sono solo una novantina;
  • problemi relativi alla mensa, in quanto le cucine realizzate non permettono di preparare contemporaneamente pasti nemmeno per i 90 bimbi iscritti;
  • problemi relativi alla presenza di perdite d’acqua e quindi di muffa sui muri all’interno dell’edificio;
  • problemi relativi alla mancanza di alcuni accorgimenti per la sicurezza dei bambini (ad esempio, sfuggendo alla vista delle maestre, dal giardino interno potrebbero raggiungere il magazzino/garage)

I consiglieri di Oppeano Città Viva, Serena Marchi e Claudio Marafetti hanno chiesto in sede di Consiglio spiegazioni in merito a tali problematiche. L’assessore Bissoli ha quindi risposto che è “normale” avere qualche problema strutturale e che si tratta di problemi facilmente risolvibili e che si prenderanno i dovuti provvedimenti anche parlando con le maestre, le quali decideranno come usufruire della mensa e dove far consumare i pasti ai bambini.

Il gruppo Oppeano Città Viva pensa invece che una nuova scuola avrebbe dovuto essere consegnata alla cittadinanza in stato perfetto e che ne debba essere garantita la sicurezza soprattutto perchè per realizzarla sono stati spesi più di 3 milioni di euro, un milione in più rispetto alla cifra preventivata, che graverà sulle tasche dei cittadini. L’aliquota della TASI -approvata dallo stesso consiglio comunale- è quasi la più elevata possibile e sono stati negati gli sgravi che in passato erano stati concessi. Dagli atti emerge infatti che la nuova scuola materna, inaugurata il 17 maggio scorso con una grande festa dall’allora Sindaco, ora vice, Alessandro Montagnoli, non solo non era ancora completata, ma non aveva ancora ottenuto l’agibilità che è stata firmata sabato 13 settembre 2014, l’ultimo giorno utile prima dell’inizio della scuola. Il Comitato della Scuola in questi giorni sta lavorando con il personale del comune per tentare di risolvere il più velocemente possibile quelle piccole problematiche che, a causa di alcune sviste da parte dei realizzatori dell’edificio o di chi ha coordinato la realizzazione, non sono state inserite nel progetto (es. zanzariere in cucina, cancelletto elettrico…). Oppeano Città Viva sempre in sede di Consiglio ha fatto notare come queste piccole problematiche, anche se facilmente risolvibili, sono il frutto di un lavoro poco preciso dovuto principalmente alla fretta di completare la scuola e di inaugurarla prima delle elezioni: il vicesindaco ha tenuto a precisare come inaugurare la scuola, anche se non era completa, fosse un dovere per chi l’ha voluta, progettata e costruita e che quindi l’apertura ai cittadini doveva avvenire certamente prima delle elezioni.

Per quanto riguarda, invece, la Scuola Primaria di Vallese, l’amministrazione Giaretta ha pubblicato sul sito del Comune di Oppeano una comunicazione, alla quale è seguito un articolo del giornale L’Arena pubblicato il 13 settembre, nel quale si parla dello slittamento dei lavori di ampliamento della scuola elementare da realizzare in previsione dell’aumento degli alunni nell’anno scolastico 2014/2015. La causa di questo slittamento viene attribuita dal sindaco Giaretta al mancato inserimento del Comune di Oppeano nel piano di edilizia scolastica del governo Renzi anche se la domanda era stata inoltrata correttamente. Dagli atti invece emerge che il progetto esecutivo necessario per ottenere il finanziamento è stato approvato il 1 luglio 2014, mentre la domanda doveva arrivare al Governo entro il 21 maggio scorso.

Per Oppeano Città Viva quello dell’attuale amministrazione è un comportamento inaccettabile nei confronti del contribuente in quanto anche se i fondi provengono del Governo, dalla Regione o dalla Provincia si tratta sempre di soldi presi dalle tasche del cittadino, che l’amministrazione comunale deve spendere bene, con progetti realizzati non solo nei tempi ma soprattutto nei modi previsti, non trascurandone i particolari. E’ importante per Oppeano Città Viva che il cittadino venga a conoscenza di queste problematiche e che sappia che le promesse elettorali dell’attuale amministrazione sono state disattese non per colpa del Governo, ma perchè la domanda non è stata inviata correttamente dato che ai tempi della scadenza del bando non vi era altro che un progetto preliminare. A conferma di questo, alcune scuole nella provincia di Verona ed in tutto il Veneto fruiranno degli stanziamenti dato che i progetti sono stati presentanti entro i termini. Ora i bambini della scuola elementare si trovano in sovrannumero e in carenza di aule per lo svolgimento delle lezioni e delle attività scolastiche: addirittura per mancanza di spazio dovranno consumare i pasti della ricreazione e del pranzo all’interno delle classi.

Oppeano Città Viva si è impegnata e si impegnerà ad informare i cittadini del Comune di Oppeano sulle notizie relative all’amministrazione e al Consiglio Comunale e invita tutti i cittadini a prenderne parte.

Il Gruppo Oppeano Città Viva